14 lug, 2009

Il pacchetto Office sbarca sul Web, e lo fa in formato gratuito. Un’arma potentissima da usare contro l’arcirivale Google, che meno di una settimana fa ha lanciato la sua sfida al monopolio Microsoft dei sistemi operativi con Chrome OS.
Quello che la casa madre di Windows propone è versione completamente free dei classici del lavoro d’ufficio: Word, Excel, Powerpoint, e l’ancor più antico Wordpad, da utilizzare durante le connessioni internet e senza installazione. Il passo era già stato fatto, tre anni fa, da Google, che aveva lanciato i primi software basati sul web: ma trovare in rete la copia fedele del programma più familiare potrebbe fare la differenza per milioni di utenti.
La scommessa della società fondata da Bill Gates ha un vago sapore di roulette russa. I ricavi della vendita del pacchetto Office rappresentano il nucleo centrale del fatturato di Microsoft: ben 9,3 miliardi di dollari dei 14,3 miliardi di ricavi dei primi nove mesi dell’anno fiscale in corso. Proprio questi utili potrebbero volatilizzarsi con la liberalizzazione del prodotto più pregiato. L’apparente contraddizione dovrebbe essere risolta dalla pubblicità. Milioni di utenti che lavoreranno sul web con i software di casa Microsoft però potrebbero trovarsi davanti siti pieni di pubblicità, una visibilità per cui molte aziende sarebbero felici di sborsare milioni di dollari sull’unghia.
Per alcuni analisti, quindi, questa potrebbe essere proprio l’occasione di rilanciare il comparto internet dei creatori di Windows, da anni in declino. La Microsoft lancerà il prodotto Web insieme alla nuova versione del pacchetto Office 2010, nella prima metà del prossimo anno. Le versioni beta dei due software sono state presentate alla conferenza per i partners commerciali a New Orleans, per essere poi distribuite a decine di migliaia di testers per il perfezionamento. La guerra Google-Microsoft arriva quindi ad una svolta: la Microsoft abbandona (almeno in parte) la politica del copyright ad ogni costo e accetta di diventare free, per combattere sullo stesso terreno l’ultimissimo rivale firmato Google, il Chrome Operating System. Ma le sorprese non accennano a finire.
8 lug, 2009
Un problema di sicurezza individuato in DirectShow mette a rischio un ampio numero di sistemi. Inizialmente il problema di sicurezza ha interessato solo l’area geografica cinese, infatti, i primi siti compromessi appartenevano ai domini .gov.cn e edu.cn ma la situazione è ben presto cambiata allargandosi anche ad altre zone del globo.
I prodotti Microsoft interessati da questa vulnerabilità sono Windows XP Home e Pro, Windows Server 2003 e Windows Storage Server 2003. A questo indirizzo Secunia offre un dettaglio del problema e un ulteriore approfondimento di McAfee è disponibile qui.

L’utente che suo malgrado si trova a navigare su un sito compromesso viene reindirizzato su un secondo URL – con funzionalità simil proxy – che reinvia a un sito malevolo contenente un mix di exploit:
- Exploit-MSDirectShow.b (0-day)
- Exploit-XMLhttp.d
- Exploit-RealPlay.a
- JS/Exploit-BBar
- Exploit-MS06-014
Questo set di strumenti è stato composto appositamente per andare a colpire differenti applicazioni, tra cui nternet Explorer 6, Internet Explorer 7, DirectShow ActiveX, RealPlayer. Microsoft conferma il problema e propone una temporanea soluzione: tutti i dettagli sono disponibili qui.
Fortunatamente le ultime versioni di Windows Vista non dovrebbero essere affette da questo tipo di problema: una diversa gestione dei permessi mette al riparo gli utenti. Inoltre, Microsoft sostiene che anche su sistemi potenzialmente vulnerabili un’attenta gestione dei permessi e dei privilegi assegnati agli utenti può mitigare il problema, anche se questo dettaglio non rappresenta certo una soluzione.
Il prossimo 14 luglio è atteso il consueto pacchetto di aggiornamenti mensili di Microsoft, ma non è al momento confermato se entro tale data sarà disponibile un update in grado di risolvere il problema segnalato nelle scorse ore.

7 lug, 2009
Anche nel periodo di pausa scolastica, la Newsoft ha un occhio di riguardo per le scuole.
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